Le tematiche etiche salgono nelle priorità dei consumatori

06 Mar 2008|Added Value

Secondo una ricerca svolta in tutta Europa da Added Value, la pressione da parte della stampa su argomenti quali riscaldamento globale, impatto ambientale e basso costo del lavoro ha suscitato un generale interesse nelle tematiche etiche. In particolare:

– Quelle etiche sono tematiche in forte crescita, che suscitano l’interesse di oltre la metà dei cittadini europei e sono ormai una priorità per il 21%.
– UK segue Germania e Francia tra i paesi che considerano le tematiche etiche prioritarie, ma le questioni ambientali, sociali e di corporate governance sono ai primi posti.
– Secondo i consumatori, le aziende dovrebbero dare la priorità alla ricerca di soluzioni sostenibili per contenere l’inquinamento, lo sfruttamento delle risorse, migliorare l’imballaggio/riciclaggio e ridurre le emissioni di anidride carbonica.
– Alcune questioni un tempo prioritarie per i consumatori, come i test sugli animali e la beneficenza, stanno scivolando in secondo piano.
I tedeschi, da anni impegnati sul fronte del riciclaggio, sono gli europei più attenti alle tematiche etiche. Il 25% le ritiene prioritarie, contro il 22% dei francesi e solo il 15% dei britannici, sebbene circa la metà di questi ultimi le reputi comunque interessanti.

Perciò, in futuro le aziende dovranno attentamente valutare l’impatto diretto sull’ambiente. In termini di livello di importanza percepito, inquinamento e sfruttamento delle risorse sono considerati ai primi posti dal 93% dei francesi, dall’80% dei britannici e dal 90% dei tedeschi interpellati.

L’imballaggio e il riciclaggio rappresentano una sfida fondamentale per il futuro, soprattutto per francesi (89%) e britannici (85%). I prodotti di marca imballati sono considerati i principali responsabili dei 30 milioni di tonnellate di rifiuti domestici che ogni anno devono essere smaltiti. In un’ottica di lungo periodo, le aziende dovranno studiare modalità per confezionare i prodotti senza fare ricorso a imballaggi a perdere.

I consumatori già esprimono il proprio parere, scegliendo di non acquistare marche che fanno uso di imballaggi eccessivi o non riciclabili. Infatti, il 73% dei francesi interpellati ha dichiarato di valutare gli acquisti anche in base al confezionamento e alla possibilità di riciclaggio, e così si sono espressi il 63% dei britannici e il 59% dei tedeschi.

I consumatori europei stanno iniziando a chiedere alle aziende di impegnarsi nella riduzione delle emissioni di CO2. In particolare, il 92% dei francesi ha indicato questo obiettivo come una priorità per il futuro. La Pepsico Walkers Crisps è una delle marche che ha preso l’iniziativa e sulle confezioni standard di patatine da 75 g indica il valore dell’impatto ambientale della produzione. Una decisione strategica azzeccata, visto che il 50% dei britannici dichiara che la riduzione di CO2 condizionerà le decisioni di acquisto.

D’altro canto, questioni etiche un tempo considerate di primaria importanza dai consumatori stanno passando in secondo piano. I test sugli animali sono stati citati solo dal 55% dei britannici, dal 63% dei francesi e dal 60% dei tedeschi. Dieci anni fa, la sperimentazione sugli animali era in cima alle priorità etiche dei consumatori di UK.

Le donazioni a scopo benefico sembrano ancora meno importanti, infatti sono citate solo dal 45% dei tedeschi, dal 44% dei britannici e dal 55% dei francesi. I dati segnalano che i consumatori vogliono vedere le aziende impegnarsi in prima persona per favorire il cambiamento sociale e ambientale, anziché agire da semplici finanziatori.

Secondo Angus Porter, CEO di Added Value, “è tempo che le aziende vedano le tematiche etiche come un incentivo all’innovazione, e alcune lo fanno già. La Starbucks offre ai propri clienti i fondi di caffè in sacchetti riciclati per il compostaggio; la Nike ha appena lanciato l’ultima generazione di Air Jordan, scarpa confezionata con materiale riciclato e strati assemblati senza uso di colla; ed è noto a tutti il successo di Marks & Spencer da quando ha messo la sostenibilità al centro dei propri obiettivi. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro. Le aziende con un briciolo di buon senso devono imperniare la loro strategia di marketing su priorità etiche”.

La ricerca verrà presentata al convengo Branding for Good di Added Value sul tema “Green 2.0, Avoid the Greenwash”, il 6 marzo, dove interverrà anche Sir Martin Sorrell, CEO di WPP.

I giornalisti interessati a ricevere per email la newsletter mensile “Branding for Good” di Added Value, che presenta tutte le novità in materia di marketing responsabile, contattino Michael Grappa – Agenzia Grappa.

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